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Nel romanzo Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac scuote il lettore con un paradosso: «Se davvero volete sognare, svegliatevi…». Per chi non l’avesse letto lo consiglio, non perché sia fonte d’ispirazione per il proprio business, ma perché la storia coincide con le feste natalizie. «Se volete sognare, svegliatevi» è anche il mio personale augurio per il 2019: professionalmente parlando, cosa sognate per il vostro futuro? Quali sono le vostre aspirazioni lavorative? Cosa desiderate per i vostri figli, prossimi alla laurea o neolaureati, per i tirocinanti o i vostri collaboratori più giovani?

Abbiamo la fortuna di vivere nella quarta rivoluzione industriale, altrimenti detta rivoluzione digitale o era dell’informazione. Negli ultimi 30 anni abbiamo assistito alla nascita di internet, del telefono cellulare, del cloud computing e di società che non possiedono ciò che vendono: Airbnb, Blablacar, Uber. C’era una volta un paziente-cliente con il quale si poteva parlare soltanto di persona o per telefono. E più lo si vedeva, più stretta diventava la relazione perché il legame era dato dalla fiducia. Questo continuerà ad essere il più grande punto di forza delle farmacie, ma sempre più spesso le nuove tecnologie offrono l’opportunità di essere vicini ai clienti-pazienti anche quando sono lontani, di parlare con loro attraverso mezzi digitali inimmaginabili fino a pochi anni fa.

C’era una volta il tempo di riflettere, ponderare, prendersi del tempo prima di decidere. Oggi si deve essere bravi a pensare velocemente, il che rappresenta un altro paradosso. Lanciare progetti più o meno complessi ma senza la giusta velocità equivale a bruciarli sul nascere. Qualcun altro più veloce li copierà, li migliorerà, li farà suoi. Aspettare che ogni tassello sia al suo posto per poi partire con un progetto equivale a non fare nulla. Le idee che prendono concretezza possono essere sempre aggiustate in corsa, migliorate, cambiate. Non aspettate che qualcun altro vi tolga le castagne dal fuoco, chi agisce corre il rischio di sbagliare ma chi non agisce sbaglia sempre.

Non si guida guardando lo specchietto retrovisore, non si prendono decisioni soltanto sulla scorta dell’esperienza passata. Chi ha paura di innovare perché teme di non avere le competenze necessarie dimentica che le nuove conoscenze si possono acquisire oppure acquistare, allargando il team con i collaboratori giusti. Il costo è irrilevante, se ne va della sopravvivenza dell’azienda. Se vogliamo sognare, svegliamoci e utilizziamo tutto ciò che il presente ci mette a disposizione. Dobbiamo solo decidere se vogliamo usare le nostre braccia per afferrare il futuro o tenerci attaccati al passato.

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