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L’apertura della titolarità delle farmacie al capitale, dice l’Istituto Bruno Leoni in un “briefing paper” di recente pubblicazione, non consegnerà la distribuzione del farmaco nelle mani di pochi monopolisti ma anzi regalerà benefici ai consumatori italiani e agli stessi farmacisti titolari. A sostegno delle proprie tesi l’Istituto (uno dei templi italiani del pensiero liberista) porta dati e raffronti europei, ma non tutte le conclusioni dello studio convincono davvero. Pharmacy Scanner ha raggiunto il suo autore, Carlo Stagnaro (direttore dell’Osservatorio di economia digitale del Bruno Leoni), per discutere con lui i passaggi salienti del briefing paper.

 

Pharmacy Scanner
Buongiorno Stagnaro, innanzitutto una curiosità: in passato l’Istituto aveva preso più volte posizione a favore della deregulation dei farmaci Otc, in questo studio invece non ne fate menzione. Si deve dedurre che l’apertura delle farmacie al capitale ha reso superato il tema?

Carlo Stagnaro
No, il fatto è che si tratta di questioni distinte da trattare separatamente. In ogni caso, mi sembra che politicamente non ci siano le condizioni per estendere alle parafarmacie la fascia C, mentre c’è un rischio concreto che sulla titolarità si possano compiere passi indietro. Prima di invocare improbabili passi avanti, è essenziale difendere gli spazi di concorrenza che, a fatica, sono stati conquistati.

Pharmacy Scanner
Ma con l’apertura alle catene non sono già state create le condizioni per una crescente competizione sui prezzi? L’esperienza maturata sui farmaci senza ricetta dice che la concorrenza riescono a farla davvero solo i corner della gdo, perché la parafarmacia ha prezzi medi quasi allineati a quelli della farmacia.

Carlo Stagnaro
E’ vero che tra i due canali la differenza è ridotta, ma comunque c’è. E poi sono convinto che se non fosse arrivata la parafarmacia, oggi vedremmo nelle farmacie prezzi più alti. Non va dimenticato, infine, che la concorrenza non si dispiega soltanto sui prezzi ma anche sulla qualità e ampiezza dei servizi.

Pharmacy Scanner
Dove parla di aggregazioni, scrive che le catene “virtuali” delle farmacie indipendenti rappresentano «uno step intermedio rispetto all’integrazione vera e propria». Eppure, aggregazioni soft si sono sviluppate con successo anche in un comparto avanzato come la distribuzione organizzata…

Carlo Stagnaro
Le catene virtuali rappresentano una forma debole di integrazione tra farmacie. Naturalmente aggregazioni soft e hard possono convivere tranquillamente: in un mercato pluralistico ci sono domande che possono essere meglio soddisfatte dagli esercizi indipendenti, altre che trovano risposta più pronta nelle catene, e altre ancora che vedono nelle catene virtuali un compromesso vincente.

Pharmacy Scanner
Le acquisizioni concluse finora dalle catene confermano che il loro interesse si concentra sulle farmacie più redditizie, cioè quelle in aree urbane, ad al alto traffico oppure in quartieri popolosi e popolari. Più che un rafforzamento della farmacia indipendente, come scrive nel paper, non teme un allargamento del gap tra piccole e grandi farmacie?

Carlo Stagnaro
E’ ovvio che le catene muovano i primi passi partendo dai bacini che ritengono più appetibili e sicuri. Se si ritiene che l’ubicazione sia all’origine di squilibri eccessivi nella rendita delle farmacie, allora bisognebbe riflettere sull’adeguatezza della pianta organica. Ma non vedo in quale modo questo possa danneggiare le farmacie extraurbane o ridurne il valore. Man mano che si svilupperanno, poi, le catene si ramificheranno anche al di fuori dei centri più popolati.

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Pharmacy Scanner
E’ convinzione diffusa che le catene investiranno pesantemente su e-commerce e servizi come l’home delivery e l’homecare, portando così la competizione con le altre farmacie ben oltre gli orizzonti abituali della singola farmacia. Non teme depauperamenti a danno delle farmacie rurali?

Carlo Stagnaro
La prima domanda da porci è un’altra:i servizi di cui lei parla miglioreranno o peggioreranno la quotidianità del consumatore? E’ ovvio che la risposta giusta è la prima, soprattutto per chi ha difficoltà a spostarsi. In ogni caso, l’esperienza dice che fisiologicamente questi servizi non possono essere proiettati oltre una certa distanza, la logistica ha i suoi costi.

Pharmacy Scanner
E le farmacie rurali?

Carlo Stagnaro
Penso che i tempi siano maturi per riflettere sulla possibilità di sostenere questi esercizi con finanziamenti più significativi ed espliciti, eventualmente all’interno di meccanismi mutualistici tra farmacie. Però non si può continuare a usare la farmacia rurale come foglia di fico per limitare la concorrenza tra le farmacie urbane e puntellarne le rendite di posizione.

Pharmacy Scanner
Nuove forme di sostegno alle rurali? E’ questo che intende?

Carlo Stagnaro
Già oggi le farmacie rurali vengono parzialmente sostenute da trasferimenti finanziari che servono a rendere sostenibile la loro struttura costi. Se – ed è un grosso “se” – queste risorse fossero insufficienti, sarebbe opportuno chiedersi come incrementarle. Naturalmente ciò va sostenuto da una adeguata analisi. Ma non si dica che, per mantenere le farmacie rurali, bisogna proteggere le rendite delle farmacie urbane.

Pharmacy Scanner
Mancano nel paper valutazioni sulle ricadute che si genereranno il giorno in cui il Ssn si troverà a negoziare con le catene convenzioni, contratti e accordi vari, per esempio sulla dpc. Ricordo un’intervista di diversi anni fa al governatore della Toscana, Enrico Rossi, nella quale mi confidò che lui le catene gli facevano un po’ di paura, perché quando si va a trattare con questi soggetti sono loro a dettare le condizioni, economiche e non solo. Non pensa che questo rovesciamento di forze potrebbe tradursi in un aggravio di spesa per il Ssn e quindi per la collettività?

Carlo Stagnaro
Le catene generano efficienza, nel tempo quindi il sistema distributivo migliorerà in organizzazione e qualità. Mi sfugge in quale modo crescita dell’efficienza e  ampliamento dei servizi possano avere un impatto negativo per i consumatori o il Ssn. Se poi il governatore Rossi ritiene che le farmacie abbiano il coltello dalla parte del manico – cosa su cui onestamente nutro dubbi – lavori allora per limitarne la leva negoziale, attraverso un aumento del numero delle farmacie o la liberalizzazione della fascia C. Ma pensare che un canale frammentato e antiquato sia una controparte preferibile mi pare un modo molto curioso e discutibile di perseguire l’interesse pubblico.

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