Extracanale

Amazon ha ottenuto dalla Federal aviation administration statunitense i permessi che le consentono di operare con la propria flotta di droni su tutto il territorio nazionale. Secondo quanto riferisce la stessa autorità federale, con questa autorizzazione il gruppo potrà recapitare merci tramite droni «al di là dell’orizzonte», ossia senza la guida diretta di un operatore. Per il canale economico Cnbc, il via libera rappresenta una pietra miliare che apre una nuova era dell’home delivery: non a caso, la società ha battezzato la propria flotta di velivoli senza pilota “Prime Air”, dal nome del servizio Amazon Prime che assicura agli abbonati consegne entro la giornata. L’obiettivo, infatti, è quello di offrire la consegna tramite droni come un’ulteriore opzione da attivare al momento dell’ordine nel caso in cui si preferisca un recapito celere.

 

 

 

«Prime Air ha grandi potenzialità» commenta Amazon sul proprio sito «e servirà a migliorare il servizio che già offriamo a milioni di consumatori, incrementando anche la sicurezza e l’efficienza del trasporto». Il gruppo, riporta ancora la Cnbc, ha fatto sapere che approfitterà della certificazione Faa per iniziare a testare le consegne aeree ai suoi clienti. All’ente federale per l’aviazione, in ogni caso, sono stati forniti dati minuziosi che dimostrato l’affidabilità del recapito con droni e la tecnologia adottata.

Nonostante l’autorizzazione la flotta in realtà non è ancora operativa, ma i suoi droni stanno volando per test e collaudi. «Continueremo perfezionare la nostra tecnologia» ha detto David Carbon, vicepresidente di Prime Air «e lavoreremo a stretto contatto con la Faa e altri enti per il volo in tutto il mondo; il nostro progetto è quello di assicurare presto consegne in 30 minuti».

Amazon ha aggiunto che mentre la flotta Prime Air non è pronta per distribuire immediatamente consegne di pacchi su larga scala, sta attivamente volando e testando la tecnologia. Il contenimento dei tempi del delivery è uno dei “pallini” della società, che ha investito miliardi di dollari per ridurre da due a uno i giorni di attesa del servizio Prime. Rientra in questo percorso il lancio, nel 2019, di un nuovo drone elettrico, in grado di trasportare pacchi da 2,5 chili a una distanza di oltre 24 chilometri in 30 minuti. Alla presentazione, i vertici di Amazon dissero che l’apparecchio avrebbe cominciato a fare consegne tra qualche mese.

Ma i droni Prime Air non stanno facendo collaudi soltanto negli Usa: come riferisce la società di e-commerce sul proprio sito, centri di sperimentazione e sviluppo sono al lavoro sui veicoli senza pilota anche nel Regno Unito, in Austria, in Francia e in Israele. E negli stati Uniti, Amazon non è la prima azienda ad aver fatto prendere la “patente” ai suoi droni: Wing, di Alphabet (la società di Google impegnata nella ricerca sull’intelligenza artificiale e altre tecnologie avanzate), ha conseguito la stessa autorizzazione già nell’aprile scorso e Ups, il corriere internazionale, ha fatto lo stesso a ottobre approfittando di avere già abbondanti permessi con la sua compagnia aerea.

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