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Sono più di 100 milioni in tutto il mondo i clienti di Amazon Prime, il servizio in abbonamento che promette la consegna celere degli acquisti (entro un giorno dall’ordine). E’ quanto rivela la stessa azienda americana nella nota stampa che ha ufficializzato il bilancio del primo trimestre 2018: le entrate superano i 51 miliardi di dollari (+43% rispetto allo stesso periodo dello scorzo anno), l’utile netto raddoppia e raggiunge la cifra di 1,6 miliardi di dollari, il valore delle azioni passa a 3,27 dollari, i ricavi dei servizi in abbonamento (che comprendono principalmente Amazon Prime) superano i 31 miliardi di dollari, in crescita del 60% sullo stesso periodo del 2017. Di tutto rispetto anche le stime del gruppo per il trimestre a venire: le entrate dovrebbero oscillare in un range tra i 51 e i 54 miliardi di dollari, il reddito operativo tra 1,1 e 1,9 miliardi.

Per diversi analisti della finanza Usa le cifre di Amazon sono addirittura «sbalorditive». Stupiscono in particolare le performance del servizio Prime, che globalmente copre ormai più di 100 milioni di referenze, e i ricavi dai “terzisti”, ossia i rivenditori che pagano per promuovere i loro prodotti sulla piattaforma di Amazon: oltre 2 miliardi di euro, per una crescita sull’anno del 139%.

Ma come fa il gruppo di Jeff Bezos a macinare tali cifre? Secondo One click retail, sito di ricerche specializzato nell’analisi del fenomeno Amazon, all’origine di questi numeri ci sarebbe una sapiente strategia fatta di accordi commerciali e aggressività delle offerte. Chiariscono molto bene, al riguardo, le performance della filiale britannica del gruppo nel settore del Beauty e dell’Health & Personal care, il comparto più importante di Amazon Uk nel vasto mercato dei beni di consumo.

 

 

L’Health & Personal care, in particolare, rappresenta per Amazon il segmento con il più alto numero di referenze, il Beauty quello dalla crescita più rapida. Entrambe le categorie, spiegano gli analisti di One click retail, stanno registrando volumi in crescita ai massimi storici, ma il gruppo anziché riposarsi sugli allori adatta incessantemente le proprie strategie di mercato e accresce gli investimenti man mano che aumenta la quota di mercato.

Così, nel 2016 il gigante dell’e-commerce ha stretto un’alleanza con una delle più antiche farmacie di Londra, John Bell & Croyden (uno dei cento migliori negozi della capitale secondo la classifica di Time Out), grazie alla quale Amazon ha iniziato a offrire ai suoi clienti Prime il recapito a domicilio in giornata (entro due ore in città) di un’ampia gamma di prodotti per healthcare, skincare eccetera. Queste partnership con le insegne del retail “fisico”, scrive One click retail, rientrano in un articolato piano diretto ad assicurare ad Amazon la leadership del mercato online dei beni di consumo, compresi prodotti alimentari freschi e farmaci. Al momento i volumi sono ancora contenuti, ma è evidente che lo sforzo messo in campo dal gruppo americano è consistente.

 

 

Grazie anche a queste strategie di partnership, Amazon riesce a catturare e convigliare sul proprio marketplace un pubblico sempre meno popolare. Nel comparto Beauty, per esempio, il primo trimestre 2018 ha visto una crescita media delle vendite totali del 51%, ma segmenti come i prodotti per la cura della pelle di fascia alta i consumi sono praticamente raddoppiati, cosa che non accade per altre linee di prodotto rivolte a un pubblico da mass market. Gli articoli di fascia bassa determinano ancora la maggior parte delle vendite, ma la trasmigrazione dei consumatori dagli acquisti offline a quelli online sta determinando una crescita significativa anche del cosmetico per tasche più esigenti. Non a caso, avverte One click retail, nel Regno Unito le prime 10 categorie del Beauty e Health & Personal care crescono di almeno il 18% in un anno, con alcuni segmenti che addirittura raddoppiano le vendite tra primo trimestre 2018 e stesso periodo del 2017. «Amazon, in sostanza, sta rapidamente diventando uno dei più importanti canali di vendita di bellezza e cura della persona – e i marchi che apprendono come commercializzare su Amazon avranno il massimo da guadagnare».

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