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Extramargine 0,65%: Aifa e distributori presentano appello contro la sentenza del Tar Lazio

Filiera

Verrà valutata dal Consiglio di Stato la sentenza del Tar Lazio del 2 febbraio scorso che, accogliendo il ricorso di Doc Generici, aveva escluso i produttori di equivalenti dalla norma della Legge di Bilancio per il 2025 che toglieva lo 0,65% dalla quota di spettanza dell’industria per darlo ai grossisti del farmaco. Contro la decisione, hanno presentato appello la settimana scorsa sia l’Aifa (che nel ricorso di Doc Generici risultava l’amministrazione resistente) sia le parti controinteressate, cioè il ministero della Salute e una quindicina di aziende della distribuzione intermedia (tra le quali Q Farma, Farla, Unifarm, Farmacentro, Dm Barone, Comifar e Vim).

Come si ricorderà, il contenzioso ruota attorno all’articolo 1, commi dal 324 al 327, della legge 207/2024 (la Manovra per il 2025), dove si dispone che «a decorrere dall’anno 2025, le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico delle specialità medicinali appartenenti alla classe di cui all’articolo 8, comma 10, lettera a, della legge 537/1993, sono fissate per le aziende farmaceutiche e per i grossisti, rispettivamente, nella percentuale del 66% e del 3,65%».

Nel proprio ricorso al Tar, Doc Generici sosteneva in sintesi che la misura incide di fatto soltanto sulle quote di spettanza dei farmaci originator, perché sul generico il margine riconosciuto all’industria è fissato al 58,65% dall’articolo 13, comma 1, del decreto 39/2009.

Stesso orientamento per i giudici amministrativi, secondo i quali «alla legge non si può attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole»; nell’interpretare la volontà del legislatore, dunque, non si può prescindere da quell’indicazione esplicita del 66% quale nuova quota di spettanza dell’industria. «Nel caso in cui si fosse inteso effettuare la decurtazione dello 0,65% anche nei confronti dell’industria dei farmaci generici» recita la sentenza del 2 febbraio scorso «la norma avrebbe riportato espressamente, accanto e di seguito alla quota del 66%, l’ulteriore specifica quota del 58%».

Il 28 aprile la Camera di consiglio per il giudizio cautelare.

 

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