Un investimento da 3,5 milioni di euro per aumentare capacità produttiva, qualità e sostenibilità, con un obiettivo dichiarato: accompagnare la crescita dei dispositivi medici e dei cosmetici destinati anche al canale farmacia. È questo il perimetro dell’intervento che ha portato al completo rinnovamento dello stabilimento Inco di Pianoro, in provincia di Bologna, inaugurato nei giorni scorsi al termine di un ampio programma di ammodernamento infrastrutturale e tecnologico promosso e realizzato da Named Group, casa madre dell’azienda.
Il progetto ha interessato l’intero sito produttivo, intervenendo in modo organico sia sugli impianti sia sugli spazi. Sono stati installati nuovi sistemi di produzione e completamente rifatti gli impianti elettrici e di illuminazione, mentre sul fronte tecnico sono stati introdotti impianti di climatizzazione, trattamento e distribuzione dell’aria compressa. Parallelamente, è stata riorganizzata l’area di magazzino e ampliata la superficie destinata alla produzione, senza consumo di nuovo suolo, con l’obiettivo di migliorare i flussi e sostenere l’aumento dei volumi.
Uno degli snodi principali dell’intervento riguarda la qualità industriale: è stato realizzato un nuovo laboratorio dedicato al controllo qualità e alla ricerca e sviluppo, mentre l’area di preparazione dei semilavorati è stata dotata di un sistema di osmosi inversa che consente di ottenere acqua microbiologicamente pura, riducendo i rischi di contaminazione. Sul piano della sicurezza, oltre al rifacimento di spogliatoi e servizi, è stato introdotto un locale esterno dedicato al dosaggio del gas propellente, separato dalle linee produttive.
Il capitolo sostenibilità è stato affrontato su più livelli. Da un lato, l’efficientamento energetico complessivo del sito, dall’altro l’integrazione con un impianto fotovoltaico già presente, in grado di coprire fino al 30% del fabbisogno nei momenti di picco e ridurre in modo significativo le emissioni di Co₂. Sul fronte delle risorse idriche, è stato introdotto un sistema di recupero delle acque utilizzate nei processi produttivi che permette di risparmiare circa 800mila litri all’anno.
Il risultato è una piattaforma industriale più efficiente e scalabile, inserita nella strategia industriale di Named Group, che dal 2024 ha integrato Inco nel proprio perimetro. Lo stabilimento è oggi in grado di sostenere una capacità produttiva di circa 70mila pezzi per turno e si inserisce in un piano che punta al raddoppio dei volumi nei prossimi tre anni rispetto ai livelli attuali .
«L’upgrade tecnologico che abbiamo realizzato ha, al primo posto, la sicurezza e la qualità del lavoro. Siamo intervenuti a tutto tondo, dal miglioramento ergonomico delle postazioni agli adeguamenti strutturali antisismici, all’ammodernamento degli impianti, con l’obiettivo di garantire standard sempre più elevati per le nostre persone» ha dichiarato l’amministratore delegato di Inco, Marco Mazzola. «L’impiego di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di sistemi avanzati di recupero delle risorse completano il profilo di uno stabilimento moderno, efficiente e pienamente coerente con la nostra visione di sviluppo sostenibile».

