Per la farmacia “made in Usa” è una notizia ma attenzione alla lettura che si dà dall’Italia: Cvs Pharmacy, la più importante catena statunitense di farmacie con oltre novemila store, ha inaugurato lunedì 30 marzo a Chicago la sua prima “farmacia di quartiere”, un nuovo format che il gruppo prevede di replicare nei mesi a venire in altre venti location. Singolare le definizioni che la stessa Cvs dà del nuovo modello: “apothecary-style” o ancora “pharmacy-only”, cioè farmacia e nient’altro. Sì perché l’idea è quella di coprire le aree del Paese che non dispongono delle classiche farmacie americane tipo drugstore con una rete di esercizi più piccoli che offrono soltanto l’assortimento tipico della farmacia (medicinali e prodotti da banco) e i servizi della professione come vaccinazioni e consulenze.
Come detto, la notizia va accolta con le dovute cautele. Quando si parla di piccole farmacie, per esempio, bisogna sempre ricordare che ci troviamo negli Usa: lo store inaugurato a Chicago, infatti, dispone di un’area commerciale di 280 mq, che qui in Italia non è certo lo spazio di una farmacia di quartiere. Invece, la dimensione “europea” è evidente nelle aree merceologiche trattate: il nuovo format, in sostanza, rinuncia all’area drugstore generalista (nella quale le farmacie americane propongono di tutto, dalla cartoleria ai casalinghi passando per l’alimentare) e riduce l’assortimento soltanto su farmaco, healthcare e servizi gestiti dai farmacisti.
Oltre a essere “pharmacy-only”, poi, il nuovo concept è anche “pharmacist-only”, perché elimina tutti i servizi delle mega-farmacie modello Cvs Health Hub che per funzionare avevano bisogno di fisioterapisti, dietisti, medici specialisti e via a seguire. «I farmacisti sono tra i professionisti sanitari più accessibili e più affidabili» ha dichiarato Len Shankman, Executive vicepresident e president Pharmacy and consumer wellness di Cvs Health. «Sappiamo quanto sia importante per i pazienti poter parlare direttamente con il proprio farmacista, ricevere risposte e ottenere consigli sui farmaci quando necessario. Le nostre nuove sedi solo farmacia consentono ai team di farmacia di continuare a costruire relazioni con i pazienti – amici e vicini – e di offrire assistenza sul territorio nelle comunità che ne hanno più bisogno».
In sostanza, le farmacie di quartiere non sostituiranno gli altri format di Cvs ma si aggiungeranno agli altri per integrare la rete e presidiare con accesso limitato ai servizi farmaceutici. I nuovi punti vendita “pharmacy-only”, in altri termini, saranno aperti in comunità selezionate e consentiranno all’azienda di supportare meglio i pazienti con esercizi dalle dimensioni e dalla configurazione commisurate. Un nuovo approccio, dunque, per una rete retail adattata alle esigenze dei diversi territori. E con il farmacista figura incontrastata quando il punto vendita è farmacia e nient’altro. «Riteniamo che l’assistenza sanitaria sia più efficace quando erogata a livello locale, nella comunità, da professionisti affidabili e supportati dalla tecnologia» ha detto ancora Shankman «i nostri clienti vogliono scegliere modalità di accesso comode per le loro vite sempre più impegnate. Che si tratti di presenza fisica, online o di un modello ibrido, le nostre farmacie di comunità offrono un servizio di alto livello attraverso esperienze coerenti, connesse e personalizzate, accogliendo i consumatori dove, quando e come ne hanno bisogno». Formati diversi per bisogni diversi. Questa è la lettura da dare alla notizia qui in Italia.



