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Farmacie sempre “assetate” di collaboratori: su Linkedin quasi 350 annunci in un mese

Filiera

Resta consistente il bisogno di personale laureato da parte delle farmacie del territorio. Soltanto su Linkedin, il principale social network d’ambito professionale, sono 139 gli annunci postati nell’ultima settimana per la ricerca di collaboratori da impiegare in farmacia. Un numero che esplode sfiorando quota 350 se si allarga la selezione all’ultimo mese. Non scherzano neanche le richieste per una figura specifica come quella di direttore di farmacia: nove in una settimana e 29 in un mese, quasi un annuncio al giorno.

Le richieste più numerose arrivano da catene e network, ma l’evidenza va presa con cautela perché sono soprattutto le farmacie organizzate a utilizzare Linkedin per la ricerca di personale. Le farmacie davvero indipendenti, invece, tendono più spesso a privilegiare i canali professionali (Ordini territoriali dei farmacisti, associazioni dei titolari) oppure il sempiterno passaparola. In ogni caso i dati sono eloquenti: per la figura del direttore di farmacia, si contano nell’ultimo mese 11 annunci provenienti da Hippocrates Holding, 10 da Dr.Max, tre da Farmagorà e uno da Benu Farmacia; tra gli annunci per un farmacista collaboratore usciti nell’ultima settimana, invece, 22 arrivano da Dr.Max, 17 da Benu Farmacia, 9 da Hippocrates e quattro ciascuno per Alma Farmacie e Farmacie Italiane. Poi vanno aggiunte le richieste da parte delle parafarmacie organizzate: gli annunci da Medi-Market sono 9, uno ciascuno invece da Conad, Coop e Migross.

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Ovviamente quello che arriva da questi dati è soltanto uno scorcio dell’immagine d’insieme: come già detto, rimangono da considerare gli annunci e le ricerche che le farmacie fanno viaggiare per altri canali, soprattutto se non hanno sufficiente dimestichezza con i media digitali. L’indicazione che arriva da Linkedin, in ogni caso, fa pensare che quello della carenza di personale laureato rimanga un problema ancora urgente. D’altronde, i dati diffusi l’estate scorsa da Almalaurea non invitavano certo all’ottimismo: anche se nel 2024 l’università italiana ha “sfornato” un numero di laureati in Farmacia e Ctf in lieve crescita (4.069, qualche decina in più rispetto ai 4.o30 del 2023) l’output è ancora lontano dai 4.212 laureati del 2022 e dai 4.480 del 2020. E molto al di sotto dei 5.080 farmacisti che sono usciti dagli atenei italiani nel 2018 e dei 5.095 del 2017.

In aggiunta, cala l’attrattività del lavoro al banco: nel 2024 solo il 48% dei farmacisti laureati da tre anni dichiara di lavorare nel commercio, quando nel 2010 erano quasi il 73%. Invece gli occupati nell’industria (sempre a tre anni dalla laurea) crescono costantemente e rappresentano oggi quasi un quarto dei farmacisti occupati; crescono anche gli occupati nel settore chimico-energetico (nel 2024 più di un quinto) così come i farmacisti che hanno abbracciato l’istruzione (un balzo di 11 punti percentuali soltanto negli ultimi cinque anni). In sintesi: una soluzione al problema deve essere ancora trovata.

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