In Italia milioni di persone soffrono di apnee ostruttive del sonno senza saperlo. Secondo le stime più recenti, oltre il 10% degli adulti sarebbe affetto da Osas (Obstructive sleep apnea syndrome), ma solo circa 200mila pazienti risultano attualmente in trattamento mentre si calcola che almeno sei milioni di casi restino senza diagnosi. Un ritardo diagnostico che, secondo gli operatori del settore, dipende anche dalle difficoltà di accesso agli accertamenti specialistici e dalle lunghe liste d’attesa.
È proprio su questo terreno che negli ultimi anni la farmacia sta iniziando a ritagliarsi uno spazio grazie alla telemedicina. In occasione della Giornata mondiale del sonno 2026, celebrata il 13 marzo, MedEa ha richiamato l’attenzione sul contributo che la rete territoriale delle farmacie può offrire per facilitare lo screening e l’avvio dei percorsi diagnostici. Secondo i dati interni diffusi dall’azienda, nel 2025 la rete MedEa ha superato i 3mila hub sanitarie tra farmacie, centri medici e ambulatori in tutta Italia, con una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente. In questo contesto gli esami di diagnostica del sonno erogati in farmacia – in particolare saturimetria notturna e polisonnografia – hanno superato quota 1.500, con un incremento superiore al 30% sul 2024.
La farmacia rappresenta in questi casi il primo punto di accesso al servizio. Tra gli esami disponibili c’è la saturimetria notturna, un test di screening semplice e non invasivo che misura durante il sonno la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca tramite un sensore applicato al dito. L’esame consente di individuare eventuali desaturazioni notturne che possono indicare la presenza di disturbi respiratori del sonno e suggerire la necessità di ulteriori approfondimenti.
A un livello diagnostico più avanzato si colloca invece la polisonnografia, che registra simultaneamente diversi parametri fisiologici – tra cui respirazione, flusso d’aria, movimenti toraco-addominali, frequenza cardiaca e saturazione dell’ossigeno – permettendo di identificare con precisione la presenza di apnee e valutarne la gravità. I due esami sono complementari: la saturimetria rappresenta spesso il primo livello di indagine, mentre la polisonnografia consente di confermare la diagnosi e definire il percorso terapeutico.
Dal punto di vista organizzativo il servizio è pensato per semplificare l’accesso all’esame. Il paziente ritira in farmacia il dispositivo necessario, esegue il monitoraggio a casa durante la notte e riconsegna l’apparecchio il giorno successivo. I dati raccolti vengono quindi trasmessi attraverso una piattaforma di telemedicina a medici specialisti che effettuano la refertazione a distanza.
Questo modello, basato sull’integrazione tra tecnologia e prossimità territoriale, mira a ridurre gli ostacoli logistici che spesso rallentano la diagnosi dei disturbi del sonno. La possibilità di effettuare uno screening vicino al proprio domicilio può infatti favorire l’emersione di casi ancora sommersi e indirizzare più rapidamente i pazienti verso gli accertamenti specialistici e le terapie appropriate.
Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, la diagnostica del sonno rappresenta ancora una quota limitata degli esami di telemedicina erogati in farmacia. Proprio per questo, osserva MedEa, il settore presenta ancora ampi margini di sviluppo sul territorio. «Portare lo studio del sonno in farmacia, attraverso la telemedicina, significa rendere la prevenzione più concreta, capillare e praticabile», sottolinea l’azienda. «Migliorare l’accesso alla diagnosi vuol dire far emergere un bisogno ancora largamente sommerso e avvicinare più persone a un percorso di cura appropriato».

