Germania: anche Lidl valuta ingresso nella parafarmacia. Antitrust contro l’online di dm

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Mentre in Italia è Conad – attraverso il suo nuovo format Benessity – a rilanciare la competizione con le farmacie nell’healthcare, in Germania si intensificano le voci che parlano di un possibile ingresso nel mercato del “senza ricetta” (farmaci e prodotti per la salute) di Lidl, nota insegna della grande distribuzione, che potrebbe seguire l’esempio delle catene di drugstore dm e Rossmann. Le indiscrezioni provenienti dalla stampa economica tedesca e austriaca dicono che Lidl starebbe valutando diverse opzioni per entrare nel business dei farmaci senza prescrizione, un comparto considerato in forte crescita grazie all’espansione dell’e-commerce e alla progressiva ibridazione tra retail tradizionale e servizi per la salute. L’interesse della catena discount sarebbe stato rafforzato proprio dalle mosse dei concorrenti: il nuovo modello sviluppato da dm per la vendita online di medicinali otc ha dimostrato che esistono spazi di manovra anche in un contesto normativo storicamente molto protettivo nei confronti delle farmacie. Secondo alcune ricostruzioni, sia Lidl sia Rossmann avrebbero avviato analisi interne per valutare la fattibilità di iniziative analoghe, con particolare attenzione ai modelli di farmacia online operanti da altri Paesi dell’Unione europea.

Le voci che riguardano Rossmann circolano già da alcuni mesi e a gennaio erano state riprese anche da Pharmacy Scanner. Il gruppo tedesco, uno dei principali competitor di dm-drogerie markt nel settore drugstore, ha infatti lasciato intendere che starebbe lavorando concretamente al progetto di una propria farmacia online. Raoul Roßmann, membro del board e portavoce della direzione, ha dichiarato alla stampa specializzata che l’azienda sta approfondendo il dossier in modo molto intenso e che «la farmacia online arriverà». Non è stata indicata una data precisa per il lancio, ma l’iniziativa viene descritta come uno dei progetti strategici su cui il gruppo intende concentrarsi nel corso del 2026.

Il riferimento implicito è all’esperienza di dm, che negli ultimi mesi ha compiuto il passo più avanzato nel tentativo di entrare nel mercato dei medicinali senza prescrizione. La catena di drugstore ha infatti lanciato una piattaforma di vendita online collegata a una farmacia situata nella città ceca di Bor. Attraverso questo modello, gestito dalla società dm-med, i clienti possono ordinare circa 3.500 prodotti tra analgesici, rimedi contro raffreddore e influenza, integratori e prodotti per la salute femminile. Gli articoli vengono spediti a domicilio oppure consegnati in un punto vendita dm, mentre per eventuali richieste di consulenza sono disponibili farmacisti di lingua tedesca.

La scelta di localizzare la farmacia in Repubblica Ceca risponde a precise ragioni regolatorie: in questo modo il gruppo può operare nel commercio online di medicinali rispettando formalmente la normativa europea sul libero movimento dei servizi, pur indirizzando l’offerta ai consumatori tedeschi. Il modello, tuttavia, ha sollevato un acceso dibattito. L’antitrust tedesco, infatti, ha presentato di recente un ricorso al tribunale di Karlsruhe sostenendo che l’iniziativa aggirerebbe le norme nazionali. Secondo l’organismo, l’integrazione tra l’assortimento di drogheria e quello dei medicinali venduti tramite farmacia online finirebbe per eludere il principio della separazione dei canali distributivi, concepito per evitare un uso improprio dei farmaci e garantire la consulenza professionale.

Dal canto suo il gruppo respinge le accuse. Il ceo di dm, Christoph Werner, ha dichiarato alla stampa che il modello adottato è pienamente conforme alla normativa e non rappresenta una farmacia “dalla porta di servizio”. «Abbiamo fatto verificare il progetto da studi legali specializzati e siamo convinti di rispettare tutte le disposizioni vigenti», ha affermato. Secondo Werner, la piattaforma dm funziona come molti altri marketplace digitali: «Noi gestiamo una piattaforma online sulla quale un fornitore indipendente offre i propri prodotti. È lo stesso meccanismo che si trova su piattaforme come Amazon (che in Germania propone anche gli otc, grazie a venditori terzi)». Il manager sottolinea inoltre che le transazioni avvengono esclusivamente online e che nei negozi dm non si effettuano né vendite né consulenze sui medicinali: «Anche quando i pacchi vengono ritirati in negozio, restano giuridicamente due acquisti separati».

Il contenzioso giudiziario avviato in Germania è destinato a diventare un passaggio cruciale per l’intero mercato europeo dei prodotti otc. L’esito del procedimento potrebbe infatti chiarire se modelli come quello sviluppato da dm siano compatibili con le norme che regolano la dispensazione dei medicinali e, di conseguenza, se altri operatori del retail – dai drugstore alle catene della grande distribuzione – possano entrare in modo strutturale nel settore. Non sorprende quindi che gruppi come Lidl e Rossmann osservino con attenzione gli sviluppi della vicenda: se il modello dovesse superare il vaglio dei tribunali, la competizione nel mercato dell’healthcare tedesco potrebbe intensificarsi rapidamente, con effetti destinati a riflettersi anche sugli equilibri della farmacia tradizionale.

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