La conversione in legge del ddl Semplificazioni, con le sue disposizioni sulla ripetizione in farmacia delle ricette per i cronici, e il parere del Consiglio di Stato che ha di fatto inserito il deblistering tra i servizi erogabili in farmacia. Sono i due temi dell’attualità più recente di cui si è occupato Scanner Orizzonti, il forum di Pharmacy Scanner sulla farmacia organizzata, con una tavola rotonda che ha cercato di immaginare cosa è lecito aspettarsi nel 2026 su questi due fronti. Ad aprire il confronto è stato Gianni Scancariello, farmacista di comunità con un’esperienza pluriennale di lavoro in Germania, dove per sette anni ha diretto una farmacia specializzata nel deblistering per le Rsa tedesche. «Eravamo partiti con 30 pazienti e siamo arrivati a oltre 200», ha spiegato, sottolineando come il riconfezioneamento personalizzato dei farmaci fosse già dal 2021 parte integrante dei servizi disponibili nelle farmacie tedesche.
Per quanto concerne l’Italia, invece, l’interrogativo dal quale partire è proprio il recente parere del Consiglio di Stato: i giudici amministrativi hanno detto che per offrire il servizio le farmacie non devono attendere ulteriori interventi legislativi, bastano già le norme vigenti; ma l’impressione è che dopo l’intervento i farmacisti titolari non siano corsi in massa a proporre il deblistering. Francesco Trecate, di BD Rowa, ha ricordato il valore del servizio per il Ssn: in Italia la gestione del paziente cronico costa circa 70 miliardi di euro l’anno e il 50% dei cronici non segue correttamente la terapia. Migliorare l’aderenza anche solo del 10%, ha sottolineato citando stime Aifa, varrebbe circa un miliardo di euro l’anno, senza contare le ospedalizzazioni evitabili. «Il deblistering e l’aderenza non sono un “di più” per la farmacia» ha concluso «ma una risposta a un problema strutturale del sistema».
Dal punto di vista operativo, Trecate ha stimato che le farmacie italiane che utilizzano sistemi evoluti di riconfezionamento siano oggi tra le 200 e le 300, con un mercato ancora fortemente concentrato sulle Rsa. Il vero nodo, a suo avviso, resta la sostenibilità. «Gestire il deblistering a mano non è scalabile» ha spiegato, ricordando che con una media di 2.800 abitanti per farmacia e circa il 20% di pazienti politrattati, ogni punto vendita avrebbe potenzialmente oltre 500 pazienti candidabili al servizio. Numeri incompatibili con una gestione manuale del riconfezionamento, che sottrae tempo al banco e richiede risorse di cui molte farmacie, soprattutto rurali, non dispongono.
Francesco Trecate (BD Rowa). «I numeri del deblistering non sono scalabili, l’ideale sarebbe un sistema in cui un hub riconfeziona per più farmacie che coprono l’ultimo miglio».
Da qui il riferimento ai modelli esteri già consolidati, dal Belgio all’Olanda fino ai Paesi nordici. In questi contesti, ha spiegato Trecate, la riconfezione della dose viene affidata a centri logistici specializzati che lavorano per più farmacie, con queste ultime che assicurano il cosiddetto ultimo miglio, la riconciliazione terapeutica e la presa in carico del paziente. «Non possiamo continuare a caricare il farmacista di ogni funzione possibile» ha osservato «così il sistema non regge».
E poi c’è il tema della rimborsabilità: le esperienze estere dicono che – Rsa a parte – il deblistering ha successo tra i pazienti privati solo se è rimborsato dal Ssn. Scancariello ha portato l’esempio olandese, dove il riconfezionamento è considerato a tutti gli effetti un atto sanitario ed è rimborsato dalle assicurazioni. «Per i pazienti cronici che assumono almeno tre farmaci è un servizio che le farmacie devono offrire su richiesta dell’assistito» ha spiegato. L’effetto sull’aderenza è misurabile: grazie all’integrazione con il servizio di consulenza sulla terapia in atto (medication review, altro servizio offerto dalle farmacie olandesi) l’aderenza arriva al 94%. «È per questo che lo Stato accetta di rimborsare il riconfezionamento» ha osservato «si riducono drasticamente ospedalizzazioni e aggravamenti evitabili».
Alberto Pravettoni (Cgm Telemedicine). «Occorrerà tempo perché il ddl Semplificazioni dispieghi tutti i suoi effetti, ma le farmacie hanno già oggi a disposizione sistemi per ricordare ai pazienti di rinnovare la loro fornitura».
Il confronto si è poi spostato sull’altro pilastro del dibattito: la ripetizione delle ricette per i cronici prevista dal ddl Semplificazioni. Sul punto è intervenuto Alberto Pravettoni di CGM Telemedicine, che ha inquadrato la riforma come un passaggio di sistema. «È un modello win-win», ha spiegato, «vincono i pazienti, la sanità pubblica, i medici, le farmacie e anche le aziende». Il principio delineato è quello della ricetta annuale con rinnovo mensile della fornitura in farmacia e segnalazione degli eventuali scostamenti della terapia al medico, ma i tempi non saranno immediati. «Serviranno i decreti attuativi e l’adeguamento dei sistemi informativi», ha chiarito, collocando gli effetti concreti non prima del 2027.
Nel frattempo, Pravettoni ha sottolineato come strumenti di supporto all’aderenza possano essere attivati già oggi. Ha citato esempi di reminder digitali integrati nei gestionali di farmacia, capaci di accompagnare il paziente lungo il percorso terapeutico. «Su alcuni prodotti continuativi» ha riferito «abbiamo misurato livelli di stay in therapy intorno al 95%» grazie a sms ed e-mail che avvisano il paziente quando la terapia sta per terminare.
Gianni Scancariello (farmacista di comunità). «In Olanda il deblistering è un servizio rimborsato dall’assicurazione che le farmacie sono tenute a offrire se il paziente lo richiede».
Il tema del tempo, spesso indicato come ostacolo, è stato ridimensionato richiamando i dati di un’indagine Cittadinanzattiva citata nel dibattito: solo il 21% delle farmacie dichiara di non voler supportare l’aderenza per mancanza di tempo, mentre oltre il 76% segnala piuttosto l’assenza di strumenti adeguati. «Il problema non è il tempo», ha osservato Pravettoni, «ma il supporto», che passa da formazione, protocolli e soluzioni digitali.
Nelle battute finali, il confronto è tornato al punto di partenza: deblistering e aderenza come servizi integrati, non come prestazioni isolate. Scancariello ha insistito sulla necessità di partire dalla medication review e dalla riconciliazione terapeutica: «Se non dài questi strumenti al farmacista, il deblistering non funziona». Trecate ha chiuso con una sintesi numerica che è suonata come un manifesto: «Con il risparmio di un miliardo ottenuto migliorando l’aderenza del 10%, si potrebbe coprire il costo del deblistering per tutti i pazienti politrattati». La sensazione condivisa dai relatori è che la direzione è ormai tracciata. Chi inizierà ora a strutturare questi servizi potrà arrivare preparato quando il quadro normativo sarà pienamente a regime. Per la farmacia, ancora una volta, la sfida non è solo regolatoria, ma culturale e organizzativa.



