Fatelli (Cosmetica Italia): c’è spazio per far crescere i consumi di beauty in farmacia

Mercato

Il comparto igiene e bellezza è, assieme all’Otc, il segmento che nel 2017 ha tenuto su come un Atlante il mercato della farmacia. I dati che arrivano dai Paesi più sviluppati, però, dicono che il canale ha importanti spazi di miglioramento in alcuni segmenti dalla forte valenza salutistica, nei quali dunque la farmacia può fare la differenza rispetto agli altri canali di vendita. Questo, in sintesi, il messaggio che il presidente del gruppo cosmetici in farmacia di Cosmetica Italia, Stefano Fatelli, ha rivolto ai farmacisti intervenendo martedì 27 aprile alla conferenza stampa organizzata a Milano per presentare il programma di Cosmofarma Exhibition 2018, al via a Bologna dal 20 aprile prossimo. La farmacia, ha ricordato Fatelli, assorbe ormai il 18,5% dei consumi complessivi di cosmetici, circa tre punti in più rispetto ai livello di un decennio prima. E’ un trend incoraggiante, ma uno sguardo  quanto accade nei Paesi vicini fanno capire che si può fare di più.

 

 

In Germania, per esempio, il canale farmacia assorbe quasi la metà dei consumi complessivi di cosmetici, nel Regno Unito il 28,7%. Fuori dai confini europei, colpiscono invece gli esempi del Canada (dove il 41,8% dei consumi di cosmetici esce dalle farmacie) e il Giappone (31,8%).

Ma dove può fare leva la farmacia per diventare ancora più attrattiva nei confronti del consumatore. Anche in questo caso la risposta di Cosmetica Italia sta nei dati: ci sono segmenti del mercato beauty dalla spiccata tendenza salutistica nei quali la farmacia incide oggi meno di quanto dovrebbe, a vantaggio di canali che non possono reclamare la stessa immagine. Nei prodotti per la cura e detersione del viso, per esempio, la farmacia detiene una quota di mercato del 31% a fronte del 39% della god; nei prodotti per l’igiene del corpo il canale si ferma al 19% mentre i supermercati arrivano al 66% e le grandi superfici specializzate al 33%; nei prodotti per il corpo, infine, la farmacia fa il 20% mentre la gdo arriva al 58%.

 

 

Ne scaturisce una sorta di “mappa delle opportunità” che il farmacista titolare dovrà aver cura di sovrapporre alle dinamiche in atto nella sua farmacia per quanto concerne i vari segmenti della dermocosmesi. I dati complessivi, ha infatti ricordato Fatelli, dicono che nel 2017 i segmenti trainanti sono contorno occhi, solari e pigmentanti, creme anti-età e anti-rughe. In contrazione, invece, igiene intima, idratanti ed esfolianti e prodotti per la cellulite.

 

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