In Mercato

Rischia un consistente ridimensionamento il già ridotto mercato in farmacia delle e-cig, le sigarette elettroniche. Tutto dipende dalla strada che imboccherà l’emendamento alla Legge di Bilancio 2018 presentato nei giorni scorsi dai senatori Simona Vicari (Alternativa Popolare) e Pasquale Sollo (Pd). La proposta, in sintesi, dispone l’inserimento dei refiller contenenti liquidi a base di nicotina nell’elenco dei prodotti sotto monopolio pubblico, nonché la chiusura dei siti online che li commercializzano.

Se l’emendamento otterrà il via libera delle Camere, le ricariche liquide per e-cig contenenti nicotina potranno essere vendute soltanto dai tabaccai, mentre i negozi specializzati e gli altri esercizi autorizzati, come le farmacie dovranno accontentarsi della commercializzazione dell’hardware (le sigarette elettroniche) e delle ricariche neutre o aromatizzate. Non solo: con un piccolo intervento formale sulle norme in vigore, la disposizione potrebbe obbligare i rivenditori a fare riferimento a un unico distributore nazionale, abolendo la concorrenza che oggi caratterizza il mercato (con i retailer liberi di rifornirsi anche presso grossisti esteri, anche via web). Un distributore unico, propone ancora l’emendamento, che saranno Dogane e Monopoli a indicare.

La proposta ha subito scatenato le proteste indignate di una parte delle sigle di settore, in particolare Anafe (produttori) e UniEcig (rivenditori specializzati). Non si cambiano le regole in corsa, è l’avvertimento lanciato dalle due organizzazioni, e soprattutto non si riscrivono senza avere prima consultato gli operatori direttamente interessati. Anche perché, accusano aziende e retailer, dietro alla proposta si avvertono nette le pressioni delle multinazionali del tabacco, che mirano a mettere le mani su un mercato nazionale il cui valore si aggira sui 300 milioni di euro all’anno.

Di questa cifra, la quota che prende la strada della farmacia è decisamente contenuta. E in ribasso costante da svariati anni: negli ultimi dodici mesi, dicono i dati di Iqvia-QuintilesIms, il mercato complessivo del fumo elettronico ha generato nel canale vendite per circa 2,7 milioni di euro, quasi 500mila euro in meno rispetto al periodo precedente e 900mila sui 12 mesi terminanti a ottobre 2015. Il mercato delle sole ricariche a base di nicotina e dei relativi accessori – soggetti al potenziale rischio di monopolio per colpa dell’emendamento – originano invece in farmacia un fatturato che nell’ultimo anno ha superato di poco i 245mila euro. Insomma, se la disposizione passasse i titolari probabilmente non si strapperebbero i camici. Ma per qualche farmacia ben posizionata sul segmento si tratterebbe comunque di un brutto colpo.

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