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Concorrenza per tutti ma alle stesse regole e abolizione dei monopoli su farmaci e carburanti. E ancora, lotta all’abusivismo, sostegni ai consumi, snellimento della burocrazia. Sono le richieste che Adm, l’Associazione della distribuzione moderna (in cui sono rappresentate Federdistribuzione, Conad e Coop) presenta al Governo forte dei numeri del settore, riassunti da una ricerca di Ey: è a tempo indeterminato il 91% degli occupati, sono imprese italiane il 91,5% dei fornitori di prodotti alimentari con mdd (e tra queste il 78% appartengono alla categoria Pmi), il 72% del valore aggiunto generato dalla distribuzione moderna è ridistribuito in remunerazione del personale, nelle casse dello Stato il settore versa in un anno 30 miliardi di euro in contributi fiscali.

In cambio, Adm pretende più attenzione per le proprie imprese. In tema di concorrenza, innanzitutto: «stesse regole per tutti» ha detto in un incontro con la stampa il presidente dell’associazione, Giorgio Santambrogio «che si operi nel fisico o nell’online».  Non è un caso che la gdo vada all’attacco proprio alla vigilia del Black Friday, il venerdì nero, la giornata dello sconto totale che dagli Usa si è allargata al resto del mondo occidentale proprio grazie all’e-commerce: «Oggi le piattaforme online sono attive tutto il giorno per 364 giorni l’anno» ha sottolineato Santambrogio «ai retailer fisici, invece, Regioni e Comuni impongono limiti di ogni genere nonostante il “Salva-Italia” e il “Cresci-Italia” (i due decreti del governo Monti che liberalizzarono orari e aperture, ndr). I periodi fissi per promozioni e saldi sono ferrivecchi che andrebbero cancellati, perché oggi ormai le regole del sottocosto e delle promozioni riguardano soltanto i negozi fisici e non gli e-retailer».

Nell’elenco delle rivendicazioni anche la solita richiesta di liberalizzare i mercati del farmaco e dei carburanti. «Vanno eliminati monopoli e rendite» ha sostenuto l’ad di Conad, Francesco Pugliese «c’è un deputato del Pd che vorrebbe bloccare le nuove licenze nelle parafarmacie: equivarrebbe a salvaguardare vecchie posizione di rendita e penalizzare i consumatori».

Infine le imprese del settore chiedono più impegno contro abusivismo e illegalità, che generano concorrenza sleale: «I comuni devono fare di più nella lotta alla contraffazione» ha detto Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione «e nel contrasto delle bancarelle di prodotti falsi». Non solo: anche gli operatori che pagano il personale in nero o meno di quanto prevedono i contratti di categoria fanno concorrenza sleale. E la burocrazia deve cessare di essere un peso. «Non è possibile sentirsi dire ancora oggi che servono anni per aprire un nuovo supermercato» ha concluso Cobolli Gigli.

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