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Mobile, sale la propensione a digitalizzare carte fedeltà e adv

Consumatore

Sono 31 milioni gli italiani che navigano su internet da mobile (smartphone o tablet) e quasi due su tre vorrebbero digitalizzare nel proprio dispositivo carte fedeltà e buoni sconto, mentre uno su tre lo ha già fatto anche solo in parte. E’ una delle evidenze che emerge dalla ricerca condotta dalla Doxa nell’ambito dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy 2017-2018 della School of management del Politecnico di Milano. In media, dicono i numeri, gli italiani spendono su mobile il 64% del tempo totale speso a navigare online, ossia 45 ore al mese circa. E di queste, l’88% è consumato all’interno di un’app, ossia un programma per smartphone o tablet. E ancora: il 67% degli italiani guarda lo schermo del proprio telefonino quando si sveglia, il 59% lo fa prima di andare a dormire, il 97% lo usa nei momenti di pausa per messaggiare (61%), navigare sui social media (54%), giocare (31%).

L’onnipresenza dello smartphone/tablet nella vita quotidiana spinge gli italiani a espanderne progressivamente l’uso. E così, il 63% dei navigatori da mobile vorrebbe digitalizzare in un’unica app i vari contenuti del proprio borsellino: carte di pagamento, carte fedeltà, buoni sconto, biglietti o abbonamenti dell’autobus o del parcheggio, ticket per i pasti eccetera. E’ un discorso che vale soprattutto per le carte fedeltà, tanto che il 35% le ha già dematerializzate, in parte o interamente (10%), in un’applicazione aggregatrice tipo Mobile Wallet.

La comunicazione aziendale e l’advertising non potevano non trascurare il fenomeno. Il volume degli sms inviati per promozioni e messaggi di servizio è cresciuto nel 2017 del 19% (rispetto al 2016) per superare i 4 miliardi di messaggi. La comunicazione via sms, inoltre, mostra diversi vantaggi: il 64% dei mobile surfer è disponibile a ricevere messaggi dalle aziende di cui è cliente e solo un utente su cinque non li gradisce espressamente. Incide probabilmente il fatto che, trattandosi di messaggi pagati, le imprese tendono a ricorrere a questo canale con attenzione e senza eccessi.

 

 

La crescente rilevanza del mobile si avverte anche nell’attenzione delle aziende per l’architettura dei propri siti: il 68% dei brand intervistati nell’ambito della ricerca (le principali imprese per fatturato in 13 differenti settori) dispone di un sito responsive (capace cioè di ristrutturarsi in base al dispositivo dal quale lo si consulta), il 15% ha un mobile site (ossia un sito costruito espressamente per il mobile), il 13% un sito adaptive (che propone pagine differenti a seconda che si navighi su nobile o desktop) e solo il 4% possiede un sito non ottimizzato. Ogni azienda, infine, ha prodotto in media cinque differenti app proprietarie per consentire ai clienti di usufruire di servizi in ambiente dedicato.

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