In Extracanale

Il modello ipermercato è in crisi e allora Coop – per la precisione Alleanza 3.0, la più grande tra le cooperative della galassia Coop – s’inventa un nuovo format: l’extramercato, che ovviamente nella terminologia del gruppo diventa Extracoop. Tre le strutture già convertite al nuovo concept, a Villanova di Castenaso (provincia di Bologna), a Modena e a Ravenna, per un investimento complessivo di 30 milioni di euro. E il format, innovativo al di là di ogni dubbio e partigianeria, si è già guadagnato vasta attenzione tra gli esperti.

La sintesi che meglio ha colto le peculiarità del nuovo modello è forse quella del webmagazine Retailwatch, che definisce Extracoop un’aggregazione di Gss, Grandi superfici specializzate. In effetti, l’impressione è quella di un ipermercato di nuova generazione nel quale i vecchi reparti hanno lasciato il posto ad aree dal lay out estremamente curato, dove i prodotti vengono valorizzati (cioè esposti e disposti) con modalità che non sono del consumo di massa.

 

 

Anche i numeri danno il senso dell’evoluzione: le referenze medie di Extracoop salgono a 80mila, delle quali seimila soltanto nell’area Salute-Parafarmacia. Il 40% dell’assortimento, inoltre, è stato sostituito (rispetto al format Ipercoop precedente) anche con l’arrivo di nuovi fornitori e prodotti. E soprattutto, in diversi reparti sono state inserite referenze di gamma alta che nella gdo solitamente non mettono piede: una per tutti,  Chanel n°5 (prezzo 121 euro) nello spazio profumeria, anch’esso organizzato secondo modelli da Gss.

 

 

Diffuso anche il ricorso allo “shop in the shop” tipica del format centro commerciale: c’è l’area bellezza e benessere, con cabine estetiche e un’ampia gamma di trattamenti; il fioraio e la gioielleria Coop; l’area Ottica, con strumentazione hi-tech (a Modena sarà possibile realizzare occhiali da vista in 30 minuti) e diversi brand di Luxottica. Non manca la parafarmacia Salute&Benessere, con ingresso autonomo (vedi mappa sopra).

Avrà successo o conoscerà lo stesso declino dell’ipermercato? Non resta che stare alla finestra.

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